Voci da Lotus

Progetto narrazioni

sabato, 24 febbraio 2007
Miriam

Miriam è così.
Ed esce sempre di casa al mattino presto;
ovviamente non prende l’ascensore, perché conta gli scalini.
Uno dopo l’altro, fino all’ultimo.
Dal settimo piano.
Prima di uscire dal portone, conta le cassette delle lettere, con quei nomi, a lei, così familiari.
Il sole non c’è stamattina.
Nascosto, sotto nuvole che hanno fretta.
Miriam cammina, come al solito, immersa nei suoi pensieri, cammina ben attenta, a non calpestare le fessure tra le pietre rettangolari, dai colori tenui, che compongono il selciato.
Grigio chiaro, marrone chiaro, grigio scuro, marrone scuro.
In un’alternanza studiata, da canoni architettonici ben definiti.
Ma a lei, tutto ciò, non interessa.
Continua a non calpestare gli intervalli scuri tra le pietre, pieni di polvere e cicche, continua a camminare, alternando passi brevi a passi lunghi, con un’andatura forzata, in una ricerca maniacale della perfezione, ma di una perfezione anomala, solo sua.
Attraversa l’incrocio, il semaforo è verde, le strisce bianche pedonali, si alternano col terreno scuro, che lei non vuole calpestare, ed il ritmo della sua camminata diventa più frenetico, ansimante..
Miriam conta tutto, le targhe delle macchine, i mattoni a vista di un palazzo, le lettere cubitali di una pubblicità sul muro, i secondi di attesa per un caffè.

FlashBack

Un disegno colorato.
Quattro lettere in un libro.
Ed una musica multicolore;
Miriam, da sola tra la gente.
E lei non è più qua;
Miriam è partita, tra un fremito freddo di foglie ingiallite, ed il flebile soffio di un vento d’inverno.
Miriam è così.
Ma non conta più le mattonelle, e nemmeno le fessure sul marciapiede.
Lei è un disegno tra la gente, come un suono ripartito, tra un tasto bianco ed uno nero, di un pianoforte biancolatte,
il suono di una tromba, il battito di un cuore accellerato, sui binari, di un treno ritrovato.
Il suono di un sax, da un locale fuori porta.
Miriam e i pesci rossi, vinti alla fiera di paese.
Miriam ha chiuso la porta.
Forse per colpa nostra.
Forse per colpa mia.
Chissà...

Postato da: Thomka a 23:31 | link | commenti (1) |
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Commenti
#1    08 Marzo 2007 - 21:11
 
E' molto bello. E' autobiografico?
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